PROFETA ABACUC E PROFETA GEREMIA – DONATELLO - FIRENZE

L'OPERA

Le due statue, che provengono dalle nicchie del terzo ordine del Campanile di Giotto, furono fra le ultime a essere scolpite tra il 1420 e il 1435 ed erano destinate originariamente al lato nord, quello meno visibile perché vicino alla parete della cattedrale. A lavori ultimati gli operai del Duomo furono così soddisfatti delle opere che le collocarono sul lato ovest, il più importante poiché parallelo alla facciata, spostando quelle più antiche di Andrea Pisano e della sua bottega. Ambedue le statue sono in marmo bianco e a grandezza naturale. Le statue delle nicchie vennero trasferite nel museo dell’Opera del Duomo nel 1937 e sostituite all’esterno da copie.

LE PROBLEMATICHE DEL RESTAURO

 La statue erano ricoperte sia da uno strato di nero artificiale che da croste nere. La patinatura era stata applicata in passato per protezione e per simulare un effetto bronzo mentre le spesse croste nere erano dovute principalmente alla prolungata esposizione agli agenti atmosferici, quando le statue si trovavano ancora nelle nicchie del Campanile di Giotto. Questa spessa patinatura aveva creato sul marmo problemi di solfatazione che portava al degrado della superficie del marmo

IL LASER

La pulitura delle due statue è stata effettuata quasi completamente utilizzando un laser in regime di Short Free Running che ha permesso la rimozione delle spesse croste nere senza intaccare la superficie del marmo. Questo caso di crosta nera su marmo bianco ha mostrato anche il potere auto-limitante della pulitura laser in quanto l’azione laser si arrestava non appena il raggio veniva a contatto con la superficie bianca, venendone riflesso.

Committenza: Opera di Santa Maria del Fiore, Firenze

Restauratore: Opificio delle Pietre Dure: Isidoro Castello

 

R. Salimbeni, Laser techniques for conservation of artworks, in Archeometriai, Muhely, 2006/1, pp. 34-40.