SOLUZIONI TECNOLOGICHE
PER IL RESTAURO

Nel campo della conservazione dei Beni culturali sta crescendo la richiesta di tecniche di pulitura sempre più accurate, caratterizzate da elevata selettività e minimo impatto

CASI DI STUDIO

CAPITELLO ARENARIA

CAPITELLO DI ARENARIA DEL XIII SECOLO 

Ente conservatore e responsabile del restauro:  Accademia delle Belle Arti di Carrara

Restauratore Elisa De Santi

STORIA:

Sotto ad un primo deposito polverulento, la superficie del capitello si presentava ricoperta da depositi di particellato atmosferico e da spesse croste nere.

Queste incrostazioni, ancorate saldamente alla superficie, avevano tendenza a desquamarsi in lamine e scaglie; infatti sulla maggior parte dell’opera sono presenti molte lacune e fessurazioni.

Al di sotto della crosta dura, di spessore variabile, il substrato si presenta polverulento. 

 

 

METODO DI PULITURA LASER:

Sono state inizialmente effettuate delle prove di pulitura a laser su un campione. La superficie si presentava fortemente decoesa e quindi con una normale pulitura meccanica a bisturi, non attuabile senza un preventivo consolidamento, avrebbe provocato l’asportazione di parti del materiale originale compromettendo lo stato dell’opera.

Il campione di pulitura a laser è stato eseguito con strumentazione “Palladio” Nd:YAG; modo di emissione a Q-SWITCHING, lunghezza d’onda di 1064 nm con una energia di impulso di 190 mj e con una ripetizione degli impulsi di 10 Hz.

Dalla valutazione del risultato ottenuto si è visto che si poteva giungere alla pulitura omogenea desiderata.

Il risultato molto soddisfacente della campionatura ha permesso di intraprendere il restauro completo. Inizialmente l’opera è stata sottoposta alla rimozione di polveri mediante pennelli morbidi.

Successivamente la superficie da trattare è stata inumidita con acqua deionizzata, in modo tale da creare otticamente una superficie più scura , consentendo così un effetto ablativo maggiore e mirato.

Il laser è stato utilizzato sulla superficie con una energia d’impulso di 190mj con una frequenza di ripetizione di 10 Hz come da campione.

In alcuni punti, dove lo spessore delle incrostazioni era maggiore, l’energia di impulso utilizzata è stata di 200 mj con una frequenza di ripetizione di 10 Hz.

La pulitura è stata ripetuta diverse volte inclinando il manipolo ove le parti interessate risultavano di difficile raggiungimento. 

L’uso del laser è stato sempre molto controllato e calibrato nei parametri di utilizzo. Si interrompeva continuamente l’azione del laser sulla superficie per accertarsi dell’effetto ottenuto preservando la patina originale.

A pulitura avvenuta , per consolidare le parti decoese e le fessurazioni sono state fatte iniezioni con Paraloid B72; 20 gr di questa resina acrilica sono stati diluiti in 250 ml di Nitro. Successivamente si è proceduti a stuccare le fessurazioni con una parte di polvere di arenaria, una parte di calce bianca Lafarge mescolati in acqua.

Per ottenere una colorazione più conforme alla pietra alterata (per la presenza di ossidi di ferro all’interno dell’arenaria) si sono aggiunti pigmenti alla malta ottenuta.

Al termine di questa operazione, sulle stuccature sono state applicate a pennello velature di terre naturali mescolate con acqua per uniformare maggiormente la colorazione. 

SISTEMI ADOTTATI