SOLUZIONI TECNOLOGICHE
PER IL RESTAURO

Nel campo della conservazione dei Beni culturali sta crescendo la richiesta di tecniche di pulitura sempre più accurate, caratterizzate da elevata selettività e minimo impatto

CASI DI STUDIO

FONTE GAIA

LA FONTE GAIA – JACOPO DELLA QUERCIA 

Ente conservatore e responsabile del restauro:  Opera di Santa Maria della Scala, Siena

RESTAURATORE:  Stefano Landi

 

Storia: Si tratta di un importante opera costruita dal 1408 al 1419 che si dice sia stata d’ispirazione per Michelangelo e Masaccio. Il restauro della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia è stato avviato nel 1989 sotto la direzione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e si è concluso nel 2010. Dal 2000 al 2010 il lavoro è stato svolto nel laboratorio di restauro appositamente allestito nel complesso museale di Santa Maria della Scala. Questi venti anni hanno segnato un lungo e articolato percorso d’intervento, caratterizzato dallo sviluppo di nuove metodologie e tecnologie applicate al restauro.

 

L’intervento si è reso necessario a causa dell’ avanzato stato di degrado della fonte quattrocentesca, da attribuirsi in primo luogo alla natura del materiale impiegato, il marmo della Montagnola senese, di composizione calcarea, contraddistinto da numerose venature e da parziale metamorfismo, dunque di struttura più debole rispetto al tradizionale marmo di Carrara; secondariamente alla collocazione dell’opera, esposta in ambiente esterno (prima in Piazza del Campo e dal 1904 nella Loggia dei Nove di Palazzo Pubblico) e pertanto soggetta al dilavamento delle acque meteoriche, all’umidità atmosferica, al fenomeno gelo/disgelo, al deposito di particellato, alla formazione di croste nere e di incrostazioni calcaree; infine ai danni causati dal contatto diretto con il pubblico. Alcune zone della superficie della fontana mostravano dei depositi superficiali di colore grigio e una pellicola ad ossalati di calcio di colore giallognolo.

METODO DI PULITURA LASER: Nella  terza ed ultima fase del restauro è stato deciso di utilizzare la tecnologia laser affiancata a tecniche più tradizionali di natura chimica e meccanica.   La pulitura  laser col sistema SMART CLEAN 2 ha permesso di salvaguardare i residui di policromia, di dorature e di fragili disegni oltre alla pellicola ad ossalati di calcio, che risultavano celati dalle stratificazioni di depositi atmosferici e che la campagna di analisi scientifiche preventiva aveva permesso di individuare.