DAVID DI DONATELLO

L'OPERA

La statua in bronzo del David, realizzato da Donatello probabilmente per il cortile di palazzo Medici, è di datazione molto controversa: quella più diffusa lo colloca intorno agli anni quaranta del Quattrocento.

LE PROBLEMATICHE DEL RESTAURO

Il David aveva ricevuto pochissimi interventi di restauro a parte operazioni di ordinaria manutenzione che avevano creato sulla superficie del bronzo varie stratificazioni sovrapponendosi alle numerose patinature scure già applicate sull’opera nel corso del XVIII e XIX secolo, secondo gli usi e gusti del tempo. L’importanza dell’opera, la delicatezza del suo modellato e la probabile presenza di parti dorate “a missione”, di cui s’individuavano solo tenui tracce avevano sempre sconsigliato un approfondito intervento di pulitura e di restauro, per l’assenza di adeguati strumenti diagnostici, tecnici e operativi che garantissero il risultato.

IL LASER

Il laser era stato già usato precedentemente con successo su bronzi dorati quali la Porta del Paradiso e l’Attis di Donatello e quindi, anche per questo intervento, venne deciso di affiancare alla pulitura meccanica eseguita a bisturi e con microscopio, l’uso di un laser speciale costantemente tarato per le parti trattate a doratura ‘a missione’, cioè a colla e foglia d’oro, particolarmente fragile. Il laser utilizzato ha una durata dell’impulso Short Free Running.

Committenza: Museo Nazionale Del Bargello -Opificio Delle Pietre Dure – Firenze

Restauratrice: Maria Ludovica Nicolai